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mercoledì 8 aprile 2020

Passo passo guidato per disegnare a grafite un ramo di Ibisco.

Oggi ho pensato che sarebbe interessante condividere un piccolo metodo per disegnare con più facilità un ramo di ibisco fiorito, che a prima vista può parere molto complesso.
Ti invito a provare con questa sequenza, scusandomi per la scarsa qualità delle immagini che ho tratto da screen shot durante la lezione online.

Cominciamo con il soggetto: un'illustrazione vintage, molto ben fatta di Hibiscus syriacus, reperita sul web.

Da dove iniziare? Ecco come faccio io...




N.B. se pensi di colorarlo in seguito, mantieni la matita leggerissima ed evita troppi tratteggi.

giovedì 26 marzo 2020

Due rubiacee a confronto


L'ultima lezione dal vero, prima del divieto dovuto al Covid-19, è stata fatta comparando due rubiacee: Rubia peregrina e Galium aparine. Fortunatamente entrambe sono presenti al Parco della Valle dei Casali, e abbiamo lavorato dal vero, con le limitazioni della stagionalità del momento; la Rubia provata dall'inverno, senza ancora gemme, e il Galium fresco e con già le minuscole infiorescenze in formazione.
Sembra passato un secolo, ma ecco, oggi mi sono decisa a colorare il disegno fatto a matita durante il corso, annotando delle informazioni.
Insegnare la Natura , facendola disegnare è la mia missione! E si continua on-line- chi ci ferma? E' trooooppo bello!

domenica 22 marzo 2020

Un albero in fiore-l'albicocco del mio giardino

Ho pensato che sarebbe stato interessante per qualcuno vedere gli step che hanno portato a realizzare questo semplice studio di un albicocco vecchio e poco frondoso, sullo sfondo del palazzo di fronte al mio.
Uno sfondo monocromo è molto utile, in quanto permette di concentrare tutta l'attenzione sul soggetto, come in uno studio fotografico.
Ho scelto un momento in cui la luce colpiva la fioritura, mentre le ombre dei balconi si allungavano dietro, formando un'area più contrastata.
 Ho iniziato delineando, direttamente a pennello, le aree in ombra sul tronco e i rami, e iniziando con il giallo Napoli a dare uno sfondo, stando attenta a lasciare i bianchi dei fiori e dei rami in luce. Ho scelto di inserire lo scorcio di una sola finestra (non tutte quelle che vedevo) per suggerire l'edificio restrostante.

Lo sfondo è dato con un pennello n.10, capiente- ma le variazioni di sfumatura dovute alla densità diversa di diluizione e a uno sversamento del colore, si vedono (più marcate per via della pessima fotografia)
 Qui ho cominciato a inserire l'ombra violacea. Un colore molto difficile da azzeccare. Ho utilizzato il testa di morto e malva con il giallo di Napoli (ma non sono soddisfatta)
Ho anche cominciato a mettere qualche fogliolina verde brillante, il marrone grigiastro del tronco, e la finestra con la tenda azzurra.
Con l'aggiunta di piccoli tocchi di carminio per i calici dei fiori, qualche ombra aggiuntiva e il panno verde appeso al filo pensavo di aver terminato, ma ho valutato di marcare il confine del giardino accennando al muretto divisorio e alla rete, senza dipingerla tutta per non rendere pedante lo studio.
Bisogna sempre scegliere, quando di disegna , anche cosa NON fare...e fermarsi in tempo!

Infine un'immagine che racconta tutto senza molte parole: scegliere il momento giusto è FONDAMENTALE.

domenica 15 marzo 2020

Non perdiamo la speranza- Never lose hope

Tempo fa ho disegnato la mia orchidea, man mano che sbocciava.
Giorno dopo giorno, in diversi momenti.
I fiori raggrinzivano e cadevano prima di aprirsi; alle tre di notte avevo la sveglia per disegnare lo sbocciare del fiore, e invece dovevo testimoniarne la fine.
Dopo uno, due, tre, ero convinta che non avrei visto lo splendore.
e invece...
è successo.
Mai perdere la speranza.
Never lose hope.

domenica 23 febbraio 2020

Mostra Premio Naturarte all'Orto Botanico


Alle 11,30 di venerdì 28 febbraio, sarò presente alla premiazione e inaugurazione dei lavori selezionati dalla giuria della Riserva Tevere-Farfa e della Regione Lazio, che hanno indetto e finanziato il concorso di illustrazione naturalistica "Agricoltura e Natura".
Un tema molto interessante, che noi naturalisti viviamo con meno pathos dell'agricoltore che, salvo rari casi di convivenza o reciproco vantaggio, vede come competitore ciò che è selvatico: erbe spontanee o insetti fitofagi, uccelli frugivori, roditori e cinghiali nelle coltivazioni, parassiti e predatori negli allevamenti.
Scegliere quindi una situazione "neutrale" è stata, come osservo nelle opere vincitrici in locandina, e come è avvenuto per ma, molto...naturale!
Le opere selezionate come meritevoli credo siano una trentina; tra questa c'è anche l'unica che sono riuscita a realizzare, date le difficoltà del trasloco e anche i problemi di accesso all'azienda agricola dove avrei voluto realizzare un "diario naturalistico".

Un podalirio che sugge il nettare dai fiori di allium, in un orto sul Lago di Bracciano; soggetto non facilissimo, ma immortalato da uno schizzo a matita sul taccuino che ha poi dato vita all'acquerello finale.

 Mostro qui la sequenza, per chi potrebbe aver interesse a vedere la tecnica: ho usato il fluido mascherante per la farfalla e i fiori, lavorando molto bagnato per evitare dettagli troppo rigidi.


il liquido mascherante di colore giallino protegge le aree destinate a restare bianche.




il definitivo

dettaglio del Papilio podalirius su testa di aglio.
L'orto è cresciuto con amore e dedizione da Jean Marie e Isabella, dell'Associazione Lagoambiente nel Parco Regionale Bracciano-Martignano, che per tanti anni è stata il nostro porto di pace.

sabato 8 febbraio 2020

Studi di gufo comune, gru e nitticora al Delta del Po


GUFO COMUNE
A gennaio sono andata , grazie all'invito di Elisabetta Mitrovic, a Comacchio per disegnare gufi comuni in un roost (posatoio comune) sito su due pini nel giardino dell'asilo di Ostellato.
Sono anni che Angela Bellini ed altri volontari operano per cambiare, nella cittadinanza, i timori che i gufi possano avere un impatto in qualche modo negativo.

Vedi il video https://www.youtube.com/watch?v=sSTNE65oj1A&feature=youtu.be&fbclid=IwAR39Ubqqx5dsEHvwULWArCMDjdwGKxhfRDX-zRGvzHjZPjs3kLPHsRGp98I

 Pulire il giardino dalle borre, e organizzare giornate "del gufo": in questo caso, con la presenza di artisti naturalisti del calibro di Federico Gemma, e la grande esperienza didattica e divulgativa di Betta, che ha incantato i bambini, accorsi nonostante il tempo bigio e piovigginoso, molto umido, tipico delle Valli.
Ho fatto la mia parte, con la comodità di stare vicinissima ai gufi , quasi immobili. Ce n'erano una quarantina, ma molti nascosti tra gli aghi dei pini.

Avevo portato solo carta giallina, color gufo, pastelli e pennello a china.Quest'ultimo lo amo per la sua sensibilità, ma non è waterproof, come hanno decretato le gocce di pioggia!
GRU
Naturalmente, in tre giorni abbiamo pattugliato le fredde lande agricole. Le gru stanno aumentando di anno in anno, svernando qui e nutrendosi avidamente , protette dalle brume e dal silenzio. Sono molto guardinghe, impossibile avvicinarsi. Da qui, la scarsa qualità dei miei schizzi; oltretutto disegno in rapporto 1/1, se vedo piccolo, disegno tal quale.
Guido ne ha contate 780 solo in questo gruppo; la sera , nastri chilometrici di ali si snodano verso il riparo delle acque protette dal canneto.

NITTICORE
Angela ci ha mostrato Le Vallette, e gentilmente lasciato la chiave della sbarra per poterci fermare a disegnare. La strada del Parco si snoda tra lame d'acqua immobile, con pochissimi segni di vita; svassi, cormorani, ardeidi, gallinelle d'acqua (più che altro queste sui prati).
Presso il Centro Visite però un grande salice ospitava diverse nitticore in abito nuziale, con le penne bianche sulla nuca. Semidormienti ma vigili, ruotavano la testa percependo rumori come il passare di joggers. La loro massa era in evidenza, ma i rami davanti ne impedivano una visuale nitida. Col cannocchiale si riesce a mettere a fuoco il soggetto, mediamente lontano, evitando troppi disturbi intermedi.
Vorrei completare questi lavori ma non ho fatto fotografie, troppo presa dal disegnare questi bellissimi ardeidi notturni.
In ultimo, Comacchio a gennaio è come in letargo, silente e vuota di turisti, con un fascino riservato e antico.

venerdì 31 gennaio 2020

Un leccio in due stagioni


Il mio tempo si divora, e questo blog è l'ultimo cui dedico attenzione...
cerco di recuperare!

Ultimamente ho schizzato un leccio per la dimostrazione del corso di disegno del Casaletto; l'albero in questione si trova nella riserva naturale Valle dei Casali.
Era ottobre e il sole era abbastanza alto.
Anche se il leccio è una quercia sempreverde, questi studi dimostrano che lo stesso albero cambia drammaticamente d'aspetto a due mesi di distanza, pur alla stessa ora.

Acquerello e matita, 30 x 20
Questo leccio è alto almeno 7 metri e largo circa 8/9, a riprova che spesso che alberi hanno un portamento orizzontale.
Appena pubblicato su internet, è stato prenotato dalla mia collezionista, ed è andato su una parete in Germania.

Subito dopo, ho ricevuto la commissione per realizzarne un altro, ma "più bello".
E' passato del tempo, le piogge, il freddo, e poi, in un chiaro dopopranzo di dicembre, mi sono recata davanti al leccio. Che cambiamento....il sole basso filtrava tra le fronde in alto, scaldando tutta la chioma oltre il tronco; mentre il lucido fogliame in ombra rifletteva l'azzurro del cielo.
Ci sono volute due sedute per completarlo, ma il nuovo proprietario ne è stato molto soddisfatto.
Ecco il secondo leccio.
Acquerello, 31 x 24
Non sembrano due alberi diversi?